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	<title>Altre letterature</title>
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	<description>blog di cultura contemporanea</description>
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		<title>Altre letterature</title>
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		<title>Poesia americana: Billy Collins, di Lisa Sammarco</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 14:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunamareterra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura americana]]></category>
		<category><![CDATA[billy collins]]></category>

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		<description><![CDATA[Affido questo mio esordio in &#8220;Altre letterature&#8221; a Billy Collins, poeta americano e mia recente scoperta. Lo faccio per due motivi. Il primo riguarda il senso che voglio dare quando dico &#8220;mia recente scoperta&#8221; col quale vorrei introdurvi a quella che è semplicemente una mia piccola passione, quella di esplorare il mondo della poesia americana. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=altreletterature.wordpress.com&blog=4740602&post=23&subd=altreletterature&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-22" title="billy-collins1" src="http://altreletterature.files.wordpress.com/2008/09/billy-collins1.jpg?w=93&#038;h=96" alt="" width="93" height="96" />Affido questo mio esordio in &#8220;Altre letterature&#8221; a Billy Collins, poeta americano e mia recente scoperta. Lo faccio per due motivi. Il primo riguarda il senso che voglio dare quando dico &#8220;mia recente scoperta&#8221; col quale vorrei introdurvi a quella che è semplicemente una mia piccola passione, quella di esplorare il mondo della poesia americana. Dunque ciò che farò sarà semplicemente coinvolgervi nel mio girovagare proponendovi mano a mano gli autori che in qualche modo sono riusciti ad attirare la mia attenzione. <span id="more-23"></span><br />
Billy Collins me lo sono ritrovato fra le mani affidando la mia decisione di acquistare un paio di suoi libri ad una piccola nota scritta da una studentessa che ne suggeriva la lettura. Il post-it era, insieme ad altri qui e là, attaccato ad uno scaffale di una piccola libreria di Harvard. Qui aprirei una piccola parentesi per chiarire che negli Stati Uniti ci sono stata solo due volte, la seconda e per ora ultima, un mese fa e vorrei anche chiarire che dentro quella libreria io vi sono entrata con lo stessa aria sognante che avrete di sicuro visto sul viso della Audrey Hepburn quando guardava le vetrine di Tiffany. Essere lì, dove le fragranze di carta e vecchi legni si mescolavano in una profumazione inebriante, mi è sembrato un sogno di cui già credo di essere purtroppo dipendente.<br />
Quelle piccole note hanno subito attirato la mia attenzione. Non erano dotte recensioni, ma semplici annotazioni di una lettura fatta nella propria stanza, o mentre si era in viaggio in metropolitana,o in un momento di solitudine. Erano note di sensazioni smosse.<br />
Mi sono sembrate un bel modo di proporre dei testi senza imporre nessuna rotta. Che è poi il mio stesso proposito in &#8220;Altre letterature&#8221;.<br />
Il secondo motivo è che Billy Collins e la sua aria un po&#8217; sorniona mi sembra perfetto per rappresentare colui che forse nel nostro immaginario avremmo voluto come nostro insegnante al liceo.<br />
Il suo impegno nel diffondere la poesia nelle scuole, accorciandone la distanza che c&#8217;è fra questa e gli studenti e che spesso in questi anni diventa pari a infinito, non può non riportarci alla mente il professore John Keating di quel <em>&#8220;L&#8217;attimo fuggente&#8221;</em> che con quel suo modo strampalato di insegnare riuscì perfino a far riemergere Whitman ed eleggerlo compagno degli allora adolescenti, tanto che prima di addormentarsi si associavano col cuore a quella <em>&#8220;Setta dei Poeti Estinti&#8221;</em>forse recitandone un verso.<br />
Dunque Billy Collins è un poeta senza muffa, o ragnatele, un poeta che pur col garbo un po&#8217; english esce dagli schemi senza sconvolgerli, e che come poeta e come insegnante preferisce fare da polo catalizzante piuttosto che deflagrare mandando tutto in mille pezzi .<br />
Billy Collins, nell&#8217;introduzione della antologia &#8220;180 poems&#8221;, fa una terribile e forse quanto mai esatta affermazione <em>&#8220;la poesia muore al liceo&#8221;</em>. Muore soffocata il più delle volte dalla fredda analisi che se ne richiede. Da lui quindi, poeta laureato dal 2001 al 2003, nasce una bellissima, a mio parere, iniziativa promossa dalla Library of Congress con cui si chiede agli studenti semplicemente di ascoltare ogni giorno prima dell&#8217;inizio delle lezioni una poesia di un poeta contemporaneo.<br />
Da qui le antologie da lui curate di centottanta poesie, tante quanti sono i giorni di un anno scolastico.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Introduction to Poetry</p>
<p style="text-align:justify;">I ask them to take a poem<br />
and hold it up to the light<br />
like a colour slide</p>
<p style="text-align:justify;">or press an ear against its hive.</p>
<p style="text-align:justify;">I say drop a mouse into a poem<br />
and watch him probe his way out,</p>
<p style="text-align:justify;">or walk inside the poem&#8217;s room<br />
and feel the walls for a light switch.</p>
<p style="text-align:justify;">I want them to waterski<br />
across the surface of a poem<br />
waving at the author&#8217;s name on the shore.</p>
<p style="text-align:justify;">But all they want to do<br />
is tie the poem to a chair with rope<br />
and torture a confession out of it.</p>
<p style="text-align:justify;">They begin beating it with a hose<br />
to find out what it really means.</p>
<p style="text-align:justify;">Billy Collins©.</p>
<p style="text-align:justify;">Introduzione alla Poesia</p>
<p style="text-align:justify;">Io chiedo a loro di prendere una poesia<br />
e di metterla contro luce<br />
come una diapositiva</p>
<p style="text-align:justify;">o accostare con forza un orecchio al suo bisbiglìo.</p>
<p style="text-align:justify;">Io dico fate scivolare un topo in una poesia<br />
e guardate il modo in cui cerca la via d&#8217;uscita</p>
<p style="text-align:justify;">o camminate dentro la stanza della poesia<br />
e sentite le pareti per non più di un istante</p>
<p style="text-align:justify;">Io voglio che loro facciano sci d&#8217;acqua<br />
sulla superficie di una poesia<br />
salutando il nome del poeta sulla riva.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma tutto quello che loro vogliono fare<br />
è legare la poesia alla sedia con una fune<br />
e torturarla fino a farla confessare.</p>
<p style="text-align:justify;">Iniziano a colpirla con un tubo<br />
per tirare fuori quello che la poesia vuol dire.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo suo sforzo per abbattere le barriere di cui, a torto o a ragione, la Poesia sembra a volte circondarsi aleggia in tutta la sua poetica.<br />
Gran parte dei testi di Billy Collins sono permeati da una dolce e delicata ironia, spesso surrealista nelle immagini e nelle metafore, scherzosa e disarmante perfino con i temi classici della poesia, tanto che essi perdono la loro estraneità al vivere quotidiano ma ne diventano componenti spesso tangibili. Gli oggetti, le piccole abitudini con cui conviviamo, i gesti inconsapevoli con cui comunichiamo diventano nascondigli da cui i versi ci spiano, ridendo di noi o rattristandosi con noi.<br />
È uno sguardo il suo garbatamente dissacrante, in cui il malinconico divenire dell&#8217;Essere riacquista una dimensione umana a cui anche la poesia deve sottostare.</p>
<p style="text-align:justify;">Forgetfulness</p>
<p style="text-align:justify;">The name of the author is the first to go<br />
followed obediently by the title, the plot,<br />
the heartbreaking conclusion, the entire novel<br />
which suddenly becomes one you have never read,<br />
never even heard of,</p>
<p style="text-align:justify;">it is as if, one by one, the memories you used to harbor<br />
decided to retire to the southern hemisphere of the brain,<br />
to a little fishing village where there are no phones.</p>
<p style="text-align:justify;">Long ago you kissed the names of the nine Muses goodbye<br />
and watched the quadratic equation pack its bag,<br />
and even now as you memorize the order of the planets,</p>
<p style="text-align:justify;">something else is slipping away, a state flower perhaps,<br />
the address of an uncle, the capital of Paraguay.</p>
<p style="text-align:justify;">Whatever it is you are struggling to remember<br />
it is not poised on the tip of your tongue,<br />
not even lurking in some obscure corner of your spleen.</p>
<p style="text-align:justify;">It has floated away down a dark mythological river<br />
whose name begins with an L as far as you can recall,<br />
well on your own way to oblivion where you will join those<br />
who have even forgotten how to swim and how to ride a bicycle.</p>
<p style="text-align:justify;">No wonder you rise in the middle of the night<br />
to look up the date of a famous battle in a book on war.<br />
No wonder the moon in the window seems to have drifted<br />
out of a love poem that you used to know by heart.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Dimenticare</p>
<p style="text-align:justify;">Il nome dell&#8217;autore è il primo ad andarsene<br />
lo segue ubbidientemente il titolo, la trama<br />
la fine strappalacrime, l&#8217;intero racconto<br />
che ad un tratto diventa uno che non hai letto,<br />
di cui non hai neanche sentito parlare,</p>
<p style="text-align:justify;">è come se, uno dopo l&#8217;altro, i ricordi in cui tu trovavi rifugio<br />
avessero deciso di ritirarsi nell&#8217;emisfero sud del tuo cervello,<br />
in un paesino di pescatori dove non ci sono telefoni.</p>
<p style="text-align:justify;">Tempo fa con un bacio fa hai detto addio ai nomi delle nove Muse<br />
e hai guardato l&#8217;equazione di secondo grado fare le valigie<br />
e perfino ora mentre memorizzi l&#8217;ordine dei pianeti</p>
<p style="text-align:justify;">qualcos&#8217;altro sta rapidamente scivolando via, uno stadio del fiore forse,<br />
l&#8217;indirizzo di uno zio, la capitale del Paraguay.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualsiasi cosa sia quella che stai faticosamente cercando di ricordare<br />
non è sospesa sulla punta della tua lingua,<br />
né se ne sta nascosta in qualche oscuro angolo della tua malinconia.</p>
<p style="text-align:justify;">É stata trascinata via lungo un tenebroso fiume mitologico<br />
il cui nome inizia con una L così lontano che neanche lo rammenti,<br />
fonte nel tuo personale cammino verso l&#8217;oblio dove ti unirai a quelli<br />
che hanno perfino dimenticato come nuotare o come andare in bici.</p>
<p style="text-align:justify;">Non stupirti di alzarti nel cuore della notte<br />
alla ricerca della data di una famosa battaglia in un libro sulla guerra.<br />
Non stupirti se la luna nella finestra sembra essere portata<br />
alla deriva da una poesia d&#8217;amore che eri solito sapere col cuore.</p>
<p style="text-align:justify;">Sweet talk</p>
<p style="text-align:justify;">You are not the Mona Lisa<br />
with that relentless look.<br />
Or Venus borne over the froth<br />
of waves on a pink half shell.<br />
Or an odalisque by Delacroix,<br />
veils lapping at your nakedness.<br />
You are more like the sunlight<br />
of Edward Hopper,<br />
especially when it slants<br />
against the eastern side<br />
of a white clapboard house<br />
in the early hours of the morning,<br />
with no figure standing<br />
at a window in a violet bathrobe,<br />
just the sunlight,<br />
the columns of the front porch,<br />
and the long shadows<br />
they throw down<br />
upon the dark green lawn, baby.</p>
<p style="text-align:justify;">Billy Collins©.</p>
<p style="text-align:justify;">Parole dolci</p>
<p style="text-align:justify;">Tu non sei la Monna Lisa<br />
con quel suo sguardo ambiguo.<br />
O Venere che nasce dalla spuma<br />
del mare sulla metà di una conchiglia rosa<br />
O un&#8217;odalisca di Delacroix,<br />
avvolta nei veli della tua nudità.<br />
Tu sei più come la luce<br />
di Edward Hopper,<br />
specialmente quando cade<br />
sul lato ad est<br />
del bianco rivestimento di una casa<br />
alle prime ore del mattino,<br />
senza nessuno che se ne sta<br />
alla finestra in un accappatoio viola,<br />
solo la luce,<br />
le colonne del portico,<br />
e le lunghe ombre<br />
che si allungano<br />
sul verde scuro del prato, <em>baby</em></p>
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		<item>
		<title>Si parla di uno scrittore argentino: Julio Cortazàr, di Gianpaolo Borghini</title>
		<link>http://altreletterature.wordpress.com/2008/09/23/si-parla-di-uno-scrittore-argentino-di-gianpaolo-borghini/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 17:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bgiampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Julio Cortazàr]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il mio intervento sul nuovissimo “Altre Letterature”, ho scelto di parlare di un autore non proprio contemporaneo e, spererei, nemmeno tanto sconosciuto. La mia scelta è caduta su di lui per tre motivi principali. Il primo è che intendo attirare la protezione di un nume tutelare potentissimo su questa bella iniziativa. La seconda è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=altreletterature.wordpress.com&blog=4740602&post=13&subd=altreletterature&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/19/Cort%C3%A1zar.jpg/180px-Cort%C3%A1zar.jpg" alt="" width="125" height="169" /><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per il mio intervento sul nuovissimo “Altre Letterature”, ho scelto di parlare di un autore non proprio contemporaneo e, spererei, nemmeno tanto sconosciuto. La mia scelta è caduta su di lui per tre motivi principali. Il primo è che intendo attirare la protezione di un nume tutelare potentissimo su questa bella iniziativa. La seconda è che ho un corposo debito di riconoscenza verso di lui, per avermi indicato una strada possibile per raccontare, qualcosa che già esisteva dentro di me, ma che non avrei avuto il coraggio di tirare fuori senza averlo incontrato. La terza è che, malgrado io non conosca i dati di vendita e di prestito bibliotecario dei suoi libri, così a sentimento, posso dire che ci sono scrittori che, pur non potendo contare che su frazioni delle sue capacità, vengono letti enormemente di più. Il fatto è che si tratta di un autore con una poetica fantastica non immediata, che richiede al lettore uno sforzo particolare, ampiamente ripagato se gli si dà fiducia fino in fondo, se si arriva a credergli. Il suo è un fantastico psicologico, basato sulla ricerca di qualcosa o sull’assenza di qualcos’altro, ma sempre nell’indefinitezza dell’oggetto. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un manipolo di eroici lo amano fino all’idolatria, hanno letto tutto il pubblicato e sono disposti a sacrifici umani per un suo inedito finalmente tradotto in italiano, per altri, sempre in minoranza è solo il nome di uno scrittore, per il resto, la maggioranza, non è nulla. Ma come nulla sono tutti gli scrittori che si chiamano in modo un po’ esotico e distante, oltre ad una larga fetta di quelli di casa nostra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">In pratica vorrei che fosse molto di più che un autore per iniziati, perché questa è un po’ la mia impressione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Lo scrittore in questione è Julio Cortazàr. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span id="more-13"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Cortazàr è uno scrittore argentino che più argentino non si può, a dispetto dei dati biografici che lo vedono nascere a Bruxelles il 26 agosto 1914 e morire a Parigi il 12 febbraio 1984. A Buenos Aires ha vissuto dal 1918, quando i genitori impiegati presso l’ambasciata argentina in Belgio sono potuti rientrare per la fine della prima guerra mondiale, al 1951, quando per contrasti con il regine di Juan Domingo Pèron, ha scelto l’esilio volontario a Parigi. Esilio diventato definitivo negli anni ‘70. Ma proprio dall’esilio parigino e quindi guadagnata una grande distanza fisica da Buenos Aires, che questa diventa il luogo ideale di Cortazàr. A Buenos Aires ha ambientato la quasi totalità delle sue storie e, mentre ha viaggiato per larga parte del mondo, lì è sempre stata la sua anima.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Julio Cortazàr è scrittore di racconti, ma a differenza del suo alter ego, o doppio speculare argentino, Jorge Luis Borges, ha scritto anche romanzi. Di cui il secondo, Rayuela (1963) – “Il gioco del mondo” nella traduzione italiana – è il suo capolavoro. Questo testo conta 525 pagine ed è composto di 155 capitoli, alcuni fatti di poche righe.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">A conferma che il romanzo è stato composto per stratificazione in un lungo periodo di anni, di pezzi scritti in maniera casuale e poi accostati, l’autore consente due modi di leggerlo: il primo com’è stampato, dalla prima all’ultima pagina, escludendo l’ultima parte. Il secondo, invece, tenendo conto della sequenza in cui i capitoli sono stati scritti, in apparenza casuale e disordinata. Le due letture sortiscono risultati differenti. Ma oltre all’innovazione tecnica, proseguita con il romanzo successivo 62: modelo para amar (1968) – “Componibile 62” nella traduzione italiana &#8211; la grandezza di Rayuela sta nella disgregazione delle convenzioni di spazio e tempo. Il romanzo racconta infatti le vicende di Horacio Oliveira, sfaccendato studente argentino a Parigi nella prima parte e una volta tornato a Buenos Aires nella seconda. Poi c’è una terza parte fatta da scritti scartati, prevista solo nel caso di sequenza disordinata. Proprio questa sequenza è quella che crea la sospensione delle convenzioni di spazio e tempo, mischiando avvenimenti che accadono in tempi e luoghi differenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Se posso dare un consiglio personale Rayuela è da leggere prima normalmente e poi, qualche tempo dopo, seguendo la sequenza di Cortazàr: il risultato sarà spettacolare e avrete la sensazione di non aver letto lo stesso libro e in effetti sarà così.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dicevamo di un Cortazàr autore principalmente di racconti, in quanto è proprio in questi dove l’invenzione fantastica, sempre finalizzata alla lettura della società e alla comprensione dell’uomo,<span> </span>raggiunge vette di originalità irraggiungibile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Partendo da Bestiario (1951), dove lo scrittore tratteggia i vari quartieri di Buenos Aires, la varietà di figure umane che lì si muovono e introduce animali fantastici o invisibili, evocativi. A Storie di cronopios e fama (1962), in cui due famiglie paradossali e semiumane: i Conopios e i Fama appunto, si contrastano in una Buenos Aires allucinata e sconosciuta, mettendo in scena tutti i vizi umani. A Ottaedro (1974) in cui in otto racconti vengono trattati i sentimenti e le illusioni umane: l’amore, la morte, la realtà, il sogno. Passando attraverso Le armi segrete (1958), Il giro del giorno in ottanta mondi (1967) e a tanti altri racconti, Cortazàr<span> </span>affresca in modo inarrivabile la miseria della natura e dei vizi umani, in una lucidità allucinata nei rispetti della quale, ben pochi autori possono reggere un confronto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Meriterebbe più di un accenno l’attivo impegno politico che tanto ha segnato l’esistenza e l’opera di Julio Cortazàr. Dal suo dissenso al peronismo, all’impegno per il movimento sandinista del Nicaragua, all’adesione alla causa della <em>Revolucìon Cubana</em>. Tutte viste in un’ottica di restituzione alla gente del continente latinoamericano. Tutte cause che, una dopo l’altra, hanno ceduto la loro carica ideologica o per fallimento o perché i movimenti sono diventati altro, rispetto a quello che li aveva ispirati. Tutte delusioni per Cortazàr per quelle lotte dove ha impegnato la sua opera e la sua figura di artista e personaggio pubblico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Cortazàr è stato anche poeta e autore teatrale. Le sue opere sono state quasi tutte tradotte in italiano da Einaudi, ma anche altri editori come Alet, Voland, Derive Approdi, Guanda hanno diffuso i suoi testi nella nostra lingua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Spero che quanto ho scritto su questa figura insostituibile della letteratura argentina e mondiale, possa generare attenzione e anche discussione. In quanto la tipologia del mezzo di pubblicazione non consente minimamente di esaurire un personaggio complesso e profondo come Julio Cortazàr. In pratica è richiesto l’impegno attivo del lettore per chiudere le falle, per puntualizzare, per scoprire il tanto che non ho detto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:13pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">Di seguito metto alcune note su di me, a vostro uso e consumo. Se non altro per permettervi di valutare se ho un titolo sufficiente a parlare di Cortazàr. Mi chiamo Gianpaolo Borghini e sono nato a Ferrara il 25 settembre 1968. Il giorno è lo stesso di Faulkner, Pontiggia e Ammaniti, lo segnalo perché spero significhi qualcosa, anche se sicuramente non significa niente. Ho pubblicato nel 2008 “Il tango dell’angelo perduto” con La Riflessione – Davide Zedda Editore di Cagliari, un romanzo così detto fantastico, sui desaparecidos e la dittatura militare argentina. La lettura del quale ha convinto Antonio Consoli a imbarcarmi in questo viaggio. Un altro romanzo che ho scritto “Il bambino dei miracoli” è in uscita con Giraldi Editore di Bologna. Ho pubblicato anche un paio di racconti in antologie, di cui uno “L’emigrante e il becchino” in “Nuove storie ferraresi” edita da Corbo Editore di Ferrara, come finalista del concorso letterario omonimo del Comune di Ferrara.</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;">
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">Per informazioni su di me: <a href="http://www.myspace.com/gianpaoloborghini">www.myspace.com/gianpaoloborghini</a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altreletterature.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altreletterature.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altreletterature.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altreletterature.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altreletterature.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altreletterature.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altreletterature.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altreletterature.wordpress.com/13/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altreletterature.wordpress.com/13/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altreletterature.wordpress.com/13/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=altreletterature.wordpress.com&blog=4740602&post=13&subd=altreletterature&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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